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Antonio Fallico: Ci sono segnali di ripresa nel commercio russo-svizzero

22 novembre 2017, Lugano (Svizzera), Mosca. A Lugano oggi si è tenuto il 2° seminario svizzero-russo.

I partecipanti hanno discusso lo sviluppo della situazione geopolitica del mondo e il posto della Russia nell’evoluzione del contesto internazionale, le opportunità di cooperazione bilaterale nel campo della finanza e del mercato delle materie prime.

Il seminario è stato organizzato dall’'Associazione «Conoscere Eurasia», dalla Fondazione «Roscongress» e dal Forum economico internazionale di San Pietroburgo (SPIEF) con il sostegno di Banca Intesa, Fideuram, Lugano Commodity Trading Association e la Casa Russa a Davos.

Si sono rivolti ai partecipanti il Segretario di Stato del canton Ticino Norman Gobbi, il Copresidente del gruppo di amicizia «Svizzera-Russia» dell'Assemblea Federale Svizzera Filippo Lombardi e l'Ambasciatore della Federazione Russa in Svizzera Sergei Garmonin. Tra i relatori c’erano dei dirigenti di gruppi finanziari e industriali, esperti dei due Paesi.

«Nel 2016 le esportazioni svizzere verso la Russia hanno sfiorato i 2 miliardi di CHF, in un ulteriore lieve calo rispetto all’anno precedente, così come il valore dell’interscambio che si è fermato a quasi 5 miliardi di CHF, ha dichiarato in apertura del seminario Antonio Fallico, presidente di Banca Intesa e di Conoscere Eurasia. Una flessione in corso dal 2014 e imputabile principalmente all’abbassamento del prezzo degli idrocarburi importati dalla Russia verso la Svizzera. Ciò nonostante quest’anno si registrano segnali di ripresa, con le vendite verso la Russia in aumento del 24,9% nel terzo trimestre 2017, per un valore di 637 milioni CHF”.

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