Intesa Sanpaolo: I risultati consolidati al 30 settembre 2020

6 novembre 2020, Torino, Milano, Mosca. Il Consiglio di Amministrazione di Intesa Sanpaolo il 4 novembre ha approvato il resoconto intermedio consolidato al 30 settembre 2020.

I risultati dei primi nove mesi del 2020 confermano la capacità di Intesa Sanpaolo di affrontare efficacemente la complessità del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, riflettendo la redditività sostenibile - che deriva dalla solidità della base patrimoniale e della posizione di liquidità, dal modello di business resiliente e ben diversificato e dalla flessibilità strategica nella gestione dei costi operativi.

La generazione di valore sostenibile per tutti gli stakeholder verrà accresciuta dall’unione con UBI Banca conseguente al controllo acquisito il 5 agosto scorso - che sta procedendo con successo e non presenta complessità significative, anche in considerazione della comprovata capacità di Intesa Sanpaolo di realizzare integrazioni - valorizzando le realtà locali e le persone di UBI Banca e conseguendo un’ulteriore riduzione del profilo di rischio e importanti sinergie senza costi sociali.

I proventi operativi netti al 3 trimestre del 2020 sono stati pari a €4.083 mln (-1,3%) rispetto al 2 trimestre del 2020 e a €13.158 mln (-3,2%) rispetto ai nove mesi del 2019.

I costi operativi al 3 trimestre del 2020 sono stati pari a €2.196 mln (-1,5%) rispetto al 2 trimestre del 2020 e a €6.599 (-3,7%) rispetto ai nove mesi del 2019.

Il risultato gestione operativa al 3 trimestre del 2020 è stato pari a €1.887 mln (-1%) rispetto al 2 trimestre del 2020 e a €6.559 mln (-2,6%) rispetto ai nove mesi del 2019.

Il risultato corrente lordo al 3 trimestre del 2020 è stato pari a €997 mln rispetto a €1.883 mln al 2 trimestre del 2020 e a €4.856 mln rispetto a €5.323 mln ai nove mesi del 2019.

Il risultato netto al 3 trimestre del 2020 è stato pari a €3.810 mln ma di €507 mln da €1.415 mln del 2 trimestre del 2020, escludendo il goodwill negativo e l’apporto di UBI Banca e ai nove mesi del 2020 è stato pari a €6.376 mln ma di  €3.073 mln da €3.310 mln dei 9 mesi 2019, escludendo il goodwill negativo e l’apporto di UBI Banca.

I coefficienti patrimoniali (common equity tier 1 ratio post dividendi maturati nei 9 mesi 2019):

•  15,2% pro-forma a regime, 15,9% escludendo l’acquisizione di UBI Banca;

•  14,7% con criteri transitori per il 2019, 15,5% escludendo l’acquisizione di UBI Banca.

Al 30 settembre 2020, la struttura operativa del Gruppo Intesa Sanpaolo si articola in 6.377 sportelli bancari (di cui 1.769 di UBI Banca) - 5.356 in Italia (di cui 1.768 di UBI Banca) e 1.021 all’estero (di cui 1 di UBI Banca) - e 106.107 persone (di cui 19.666 di UBI Banca).

Nel suo commento dei risultati del 3 trimestre 2020 Carlo Messina, Consigliere Delegato di Intesa Sanpaolo,  ha ricordato le iniziative concrete del Gruppo a sostegno della comunità, dei nostri clienti e delle nostre persone dal primo manifestarsi della straordinaria emergenza causata dalla pandemia da Covid-19.

“Il nostro ruolo di motore al servizio di una crescita sostenibile è reso possibile dalla capacità della Banca di mantenere nel tempo una reddittività resiliente, accompagnata da crescenti livelli di efficienza, unitamente a una solidità patrimoniale tra le più elevate del settore bancario europeo, ha detto. Nei primi nove mesi dell’anno, a fronte di un contesto molto impegnativo, abbiamo conseguito un utile netto pari a 3,1 miliardi di euro. Ciò significa che nei soli primi nove mesi dell’anno abbiamo superato l’impegno previsto per il 2020, ovvero quello di un utile netto di almeno 3 miliardi.”

Secondo lui, la posizione del Gruppo è resa ancora più solida dall’integrazione con UBI Banca, che si sta realizzando secondo i tempi previsti e in alcuni casi in anticipo rispetto agli obiettivi fissati.

“Tutto questo ci pone nelle condizioni migliori per raggiungere un utile netto non inferiore a 3 miliardi nel 2020 e a 3,5 miliardi nel 2021, senza considerare l’integrazione con UBI. L’utile netto previsto nel 2022 - compresi i benefici derivanti dall’integrazione con UBI Banca, ha concluso Carlo Messina. Siamo convinti di essere una delle banche meglio posizionate per poter riprendere la distribuzione dei dividendi una volta avuta l’autorizzazione della BCE.”

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